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Posizionamento sui motori di ricerca

Il nome del dominio conta

La scelta di un dominio è  molto importante e deve essere fatta con molta attenzione, poichè oltre ad influenzare il posizionamento, influenzerà anche gli utenti a scegliere un sito invece che un altro.

Un esempio di come il nome di un dominio come possa influenzare un utente me lo ha dato mia madre qualche tempo fa. Partiamo dal presupposto che mia madre è un utente semplice, sotto la media, di quelli che usano Google anche per trovare Google sfalzando tutti i risultati di ricerca. Fatta questa premessa passiamo al concreto esempio.

Importanza Nome DominioMia madre voleva acquistare una borsa di Gucci senza spendere un patrimonio e così si è messa a spulciare Internet in lungo e in largo arrivando fino ad un sito che vendeva borse di Gucci sottocosto che arrivavano direttamente dalla Cina. Borse che costavano circa un decimo rispetto a quelle di negozio. Tutta soddisfatta del risultato della sua ricerca mi ha chiamato per darmi la buona novella. Allorchè, un pò allarmato al pensiero che potesse spendere un capitale in borse, le ho chiesto se fosse sicura dell’originalità di quest’utlime. Per tutta risposta mi sono sentito dire: “Ovvio che sì. E’ l’outlet di Gucci guarda l’indirizzo!” E l’indirizzo era qualcosa tipo www.gucci-outlet punto qualcosa… 😛

Vi ho fatto questo esempio per rafforzare il concetto: il nome del dominio è importante. Come conferma anche lo studio  di Microsoft Research , un nome credibile, che ispiri fiducia è un vantaggio poichè gli utenti, la maggior parte delle volte, prestano attenzione alle URL nei risultati prima di cliccare su un risultato. Un buon nome attira click ed abbassa la diffidenza a meno che non siate del settore, allora funziona forse all’inverso!

Morale: nonostante gli oltre 500 aggiornamenti annui di Big G al suo algoritmo e i continui sconvolgimenti delle SERP, gli utenti dimostrano una preferenza per tutti quei siti i cui domini dimostrino credibilità e affidabilità.

Quindi come scegliere un buon dominio? Di certo c’è da dire che al giorno d’oggi è difficile acquisire un buon dominio e potrebbe essere anche molto oneroso. Quindi quando acquistate un nuovo dominio non vi fate prendere dalla frenesia, pensate ad un nome che possa essere facile da ricordare e che sia legato alla vostra attività o comunque a voie creativo,  E poi leggetevi questa utile guida per la scelta di un dominio di Giorgio Tave.it. Dopodiché contate fino a 10 e scegliete!

Google+ e l’attribuzione dell’autore

Di cambiamenti ce se ne sono stati parecchi e tra questi Google ha introdotto la cosiddetta “Autorship markup”, ossia l’attribuzione dell’autore che permette all’autore di migliorare la visualizzazione dei propri articoli nei risultati di ricerca. leggi »

Il cliente SEO perfetto potrebbe esistere

Oggi ho deciso di aprire il mio cassetto dei sogni e condividerne uno con voi: trovare il cliente perfetto! Sì il cliente perfetto è uno dei miei sogni nel cassetto, visto che quotidianamente mi scontro con una realtà ben diversa. E credo che ogni SEO che si rispetti lo condivida un pò con me questo sogno.

SEO

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Infatti i clienti di noi SEO specialist sono i più vari e disparati: si va da quello che non sa neanche cosa sia un motore di ricerca a quello che si è letto tutti i manuali SEO presenti sul web ed in libreria ed è un fanatico di Matt Cutts. Insomma chi più ne ha più ne metta.

Credo però che tra questi due opposti appena citati e realmente esistenti, ci possa essere una via di mezzo che si chiama cliente perfetto. E questo essere superiore deve avere alcune caratteristiche particolari:

  • non parla troppo spesso di materiale SEO, nè dell’erba più verde del suo vicino concorrente
  • non pretende risultati impossibili in tempi irrealizzabili, come ad esempio essere primo su Google appena fatto il bonifico per l’acconto
  • non pretende di imporre la sua lista di parole chiave tra cui c’è anche la parola “nonna papera”
  • non cerca il suo sito ogni giorno su Google e soprattutto non lo clicca appena trovato, incasinandomi le statistiche

Ovviamente l’ho messa un pò sul ridere, ma sono cose su cui a volte avrei voluto piangere. Sì perchè spesso i miei clienti non percepiscono il valore del mio lavoro considerato etereo e non intellegibile. Detto questo voglio dare qualche consiglio ai miei futuri clienti per ottimizzare il nostro rapporto e renderlo duraturo. Quindi:

  • informatevi su cosa sia il SEO, ma non eccedete con l’informazione perchè spesso il nostro lavoro viene banalizzato
  • fate della pazienza un vostro alleato. Il lavoro di posizionamento può non avere risultati prima dei 3/6 mesi a seconda del campo in cui si compete
  • tracciamo insieme la strategia e una prima lista di keyword, ma fidati della mia esperienza e dei miei consigli
  • non stressatevi con le statistiche e soprattutto non stressatemi con queste
  • chiedetemi report regolarmente e facciamo il punto della situazione insieme quando ci sono dei dubbi o dei cambiamenti da fare
  • pagatemi regolarmente e andremo d’amore e d’accordo 🙂

Direi che al momento queste sono le mie richieste di base e non mi sembra di chiedere troppo. In fondo potrei essere molto più esigente non credete?

SEO è spam per Google?

So che vi saranno già venuti i capelli bianchi leggendo questa frase e sinceramente anche a me quando ho letto il titolo di alcuni post qualche giorno fa. In effetti è da quando è arrivato Google Panda che si parla della possibilità che le attività di ottimizzazione diventino penalizzanti invece che ottimizzanti.

Ma per fortuna questa volta Matt Cutts invece di mettermi ansia, mi ha ridato il sorriso dichiarando a chiare lettere che Google non considera le attività SEO come spam – ahhh, sospiro di sollievo. Anzi dice che il SEO è un ottimo strumento per aiutare le persone a trovare ciò che cercano in rete, o come ha detto lui stesso “SEO is a valid way to help people find what they’re looking for via search engines”.

In più Matt Cutts ha fatto anche un ottimo riepilogo di quale sono gli elementi che servono per fare una buona ottimizzazione seguendo ovviamente le tecniche White Hat SEO. Vediamo insieme quindi quali sono questi fattori da lui direttamente elencati:

  • rendere accessibile il proprio sito ai crawler, rendendolo più utilizzabile e aiutando gli utenti a trovare i contenuti attraverso i link e quindi aiutando anche i motori di ricerca a trovarli;
  • assicurarsi che le persone utilizzino le giuste parole chiave ed evitare nell’ottimizzazione l’uso di parole gergali, slang o tecnicismi;
  • assicurarsi che il design e l’usabilità del sito siano ottimizzate per gli utenti;
  • controllare la velocità del proprio sito, fattore che da un anno a questa parte è diventato determinante per il ranking, oltre che per l’esperienza dell’utente;
  • usare e costruire URL SEO-friendly

Tutti queste tecniche non sono affatto da considerarsi spam, anzi sono l’essenza di una buona ottimizzazione insieme alle regole del White Hat SEO. Invece per ciò che riguarda le tecniche dei Black Hat SEO, Google penalizzerà tutti i siti che le utilizzeranno. Quindi lasciate perdere il sovradosaggio di keyword e i redirect malevoli.

Se volete approfondire, qui sotto potete vedere il video di Matt Cutts. Buona visione!

Attenti ai duplicati! oggi la penalizzazione di Google è più severa

Un caso reale di penalizzazione google sulle serp è descritto in questo thread aperto da da Cybernetica all’interno del forum di assistenza webmaster di Google.  Lettura breve e interessante.