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Le Pagine Business di Google + nelle ricerche: qualche consiglio

Lo avevo già annunciato quando ho parlato dell’uscita delle Pagine Business di Google+ che queste pagine sarebbero venute fuori nei risultati di ricerca. Beh adesso è realtà e da qualche giorno, insieme ai “rel=author”, le SERP sono contaminate anche dalle Business Page. Sì contaminate perchè si tratta di un’alterazione dei risultati organici su cui tanto lavoriamo.

Risultati su Google.com

Risultati su Google.com

Comunque commenti a parte, se vi siete fatti un giro su Google+ dopo l’introduzione di queste nuove pagine, avrete visto che sono spuntate pagine business come funghi e che tutti i grandi nomi ne hanno creata una. E’ anche vero che passata l’eccitazione del momento gli aggiornamenti sono cessati o quasi nella maggior parte dei casi.

Certamente questa novità che vede le Pagine Business nei risultati di ricerca, insieme agli aggiornamenti di stato, può darsi che porti nuovo interesse su di esse e magari un interesse più duraturo. Ecco perchè voglio darvi qualche consiglio per gestire la vostra al meglio.

Innanzitutto, avete scelto la categoria giusta? Siete un prodotto, un’associazione, un blog o qualcos’altro? E’ molto importante non mettersi nel posto sbagliato al fine di essere trovati meglio, ed è importante anche posizionarsi bene sulla mappa se si è scelta un’attività o un luogo.

La seconda raccomandazione è di ottimizzare le informazioni del proprio profilo. Si tratta infatti del vostro biglietto da visita quindi è giusto scrivere una breve descrizione, che contenga magari anche le vostre parole chiave e che abbia anche una buona formattazione del testo. Inoltre non dimenticate di inserire link di approfondimento, senza però spammare inserendone troppi.

Infine create ed usate le cerchie, dividendo i clienti per aree geografiche, età o sesso, e soprattutto comunicate con i vostri follower attraverso di esse. Sono le cerchie che faranno la vostra forza.

La domanda adesso è: quanto tempo investire su Google+? Bella domanda, a cui non ho risposta al momento 😛 . Vediamo come si evolve Google Plus e poi ne riparliamo.

Il nome del dominio conta

La scelta di un dominio è  molto importante e deve essere fatta con molta attenzione, poichè oltre ad influenzare il posizionamento, influenzerà anche gli utenti a scegliere un sito invece che un altro.

Un esempio di come il nome di un dominio come possa influenzare un utente me lo ha dato mia madre qualche tempo fa. Partiamo dal presupposto che mia madre è un utente semplice, sotto la media, di quelli che usano Google anche per trovare Google sfalzando tutti i risultati di ricerca. Fatta questa premessa passiamo al concreto esempio.

Importanza Nome DominioMia madre voleva acquistare una borsa di Gucci senza spendere un patrimonio e così si è messa a spulciare Internet in lungo e in largo arrivando fino ad un sito che vendeva borse di Gucci sottocosto che arrivavano direttamente dalla Cina. Borse che costavano circa un decimo rispetto a quelle di negozio. Tutta soddisfatta del risultato della sua ricerca mi ha chiamato per darmi la buona novella. Allorchè, un pò allarmato al pensiero che potesse spendere un capitale in borse, le ho chiesto se fosse sicura dell’originalità di quest’utlime. Per tutta risposta mi sono sentito dire: “Ovvio che sì. E’ l’outlet di Gucci guarda l’indirizzo!” E l’indirizzo era qualcosa tipo www.gucci-outlet punto qualcosa… 😛

Vi ho fatto questo esempio per rafforzare il concetto: il nome del dominio è importante. Come conferma anche lo studio  di Microsoft Research , un nome credibile, che ispiri fiducia è un vantaggio poichè gli utenti, la maggior parte delle volte, prestano attenzione alle URL nei risultati prima di cliccare su un risultato. Un buon nome attira click ed abbassa la diffidenza a meno che non siate del settore, allora funziona forse all’inverso!

Morale: nonostante gli oltre 500 aggiornamenti annui di Big G al suo algoritmo e i continui sconvolgimenti delle SERP, gli utenti dimostrano una preferenza per tutti quei siti i cui domini dimostrino credibilità e affidabilità.

Quindi come scegliere un buon dominio? Di certo c’è da dire che al giorno d’oggi è difficile acquisire un buon dominio e potrebbe essere anche molto oneroso. Quindi quando acquistate un nuovo dominio non vi fate prendere dalla frenesia, pensate ad un nome che possa essere facile da ricordare e che sia legato alla vostra attività o comunque a voie creativo,  E poi leggetevi questa utile guida per la scelta di un dominio di Giorgio Tave.it. Dopodiché contate fino a 10 e scegliete!

Rel=”Author” e WordPress

Qualche post fa ho parlato del rel=”author” recentemente introdotto da Google nei risultati di ricerca, insieme anche alle Pagine Business di Google Plus. Credo quindi sia giusto parlare anche di come implementare questa funzione in WordPress, al fine di dare al nostro blog e ai nostri contenuti maggiore rilevanza come suggerito da Big G.

Rel="Author" nelle SERP

Rel="Author" nelle SERP

Infatti anche se ancora disponibile solo per Google.com, l’implementazione è necessaria. Per i più esperti e coloro che hanno domini proprietari si può agire direttamente sul codice, mentre per i meno esperti si può installare un plugin che ci aiuti nella configurazione.

Il primo passo, anche se ovvio, è quello di creare e/o completare il proprio profilo Google Plus e linkarlo al proprio blog inserendo l’attributo rel=”me”, altro rich snippets di recente introduzione, che dice a Big G che il blog è di nostra proprietà.

Il secondo passo è quello di creare, se già non la possediamo, una pagina autore, da linkare al proprio profilo Google, che poi è lo stesso di Plus. Questo link deve obbligatoriamente avere l’attributo rel=”me” e avere nell’anchor text il “+”. Come forse saprete WordPress crea già una pagina per ogni autore, difficilmente modificabile, che consiglio di eliminare e di ricrearne una da zero. Inoltre conviene editare il file functions.php al fine di inserire la voce “Google Profile URL” nel menu autore. Per farlo vi rimando al post di Yoast sull’implementazione del rel=”author”.

Il passo successivo è quello di aggiungere la paternità a post e contenuti. Questo, come abbiamo già detto, si fa attraverso l’attributo rel=”author” che punta al nostro profilo Google e ci rende in qualche modo autorevoli agli occhi di Big G e degli utenti. In giro ci sono diverse tecniche e tutte abbastanza complicate per la modifica permanente di questa parte della biografia degli autori. Una buona soluzione è quella di Webinfermento nel post dedicato al Google authorship markup. Altrimenti ci sono alcuni plugin come Allow REL and HTML in Bio, che permette di aggiungere il tag rel=”author” nella pagina autori, oppure come Rel=”Author” Plugin che aggiunge ad ogni post un piccolo box che linka direttamente al profilo Google degli autori.

Il quarto e ultimo passo è quello di testare che tutto funzioni, visto che abbiamo manipolato diverse cose. Per fare questo Google ha messo a nostra disposizione uno strumento ad hoc, il rich snippets testing tool, che ci permette di vedere subito come appariranno nei risultati di ricerca le modifiche effettuate, ossia come apparirà il profilo Google accanto al post da noi scritto.

In Italia come ho già detto più volte non è ancora disponibile, ma presto lo sarà. Vi consiglio quindi di implementare il tutto il prima possibile e poi compilare la richiesta ufficiale di implementazione dell’authorship markup. Così Google non potrà non notarvi e vi lascerete presto dietro tutti quegli spammers che a volte vi stanno davanti nelle SERP.

SEO e WordPress: qualche consiglio in più

Qualche tempo fa ho pubblicato una serie di consigli di base per una buona ottimizzazione di WordPress. Ho deciso quindi di approfondire l’argomento parlando di un paio di plugin molto utili per chi usa WordPress, che vanno in qualche modo ad agire sul PHP. Stratta di My SQL Profiler Plugin e WP Super Cache.

SEO e velocità

SEO e velocità

La bellezza di WordPress è la possibilità di essere customizzato da chiunque lo utilizzi anche dai meno esperti. Questa personalizzazione, a volte estrema, può però portare a delle problematiche tecniche e ad un appesantimento del sistema, che oggi è un problema. Infatti come molti sanno, la velocità è diventata un fattore determinante per il posizionamento. La velocità ha un impatto sia sugli utenti che sui motori di ricerca, poichè tanto più veloce è il nostro blog tante più pagine saranno spiderate. Ecco perchè Big G l’ha inserita nei fattori SEO.

My SQL Profiler Plugin è un plugin pensato per aiutarci ad analizzare, con strumenti specifici, la frequenza e la durata delle queries, che vanno appunto ad influire sulla velocità del nostro blog. Con questo strumento, ideale per sviluppatori di temi e plugin, possiamo verificare costantemente ed in tempo reale i dati relativi al numero e alla durata delle queries, che vengono resi disponibili in fondo alla pagina del consigliato plugin. In pratica tutto ciò è molto utile per capire se il nostro tema WordPress, o qualche nostro plugin, rallentano il sito.

Controllando i dati inviatici da questo plugin, che filtra per noi i problemi, avremo la possibilità di modificare il codice non ottimizzato e quindi diminuire il numero delle queries che rallentano il nostro blog.

Un altro plugin utile per migliorare le prestazioni del nostro blog è WP Super Cache, realizzato per ottimizzare la cache. Indispensabile per tutti quelli che condividono l’hosting, utile per tutti gli altri, questo plugin ci permette di non processare più codice PHP quando le nostre pagine vengono visitate. Difatti con questo strumento vengono generate semplici e leggere pagine statiche in HTML che vengono analizzate dal server e dai browser molto più velocemente rispetto al PHP.

Sì, perchè quando si parla di PHP, dobbiamo pensare che è un linguaggio interpretato, alla base del nostro sito WordPress, che richiede tante energie dal sistema, o meglio tanta CPU. In soldoni tante queries succhiano tanta energia e quindi rallentano il sistema. Ecco perchè è necessario installare questi due plugin e dare gas al nostro blog!

WordPress lancia i suoi Ads

E’ di qualche giorno fa la notizia ufficiale del lancio da parte di WordPress della sua pubblicità, WordAds, che farà concorrenza diretta agli AdSense di Google e che è già disponibile per gli utenti.

Si tratta di veri e propri advertising dedicati a tutti i blog che usano WordPress, affinchè i blogger possano fare soldi attraverso il loro blog e le loro parole. L’intenzione è quella di creare uno strumento migliore, più performante e più remunerativo di quello di Big G.

WordsAds

WordsAds

In questa bella notizia c’è un però, ossia WordAd non è aperto a tutti. Come sempre solo pochi potranno fare soldi e i più rimarranno a bocca asciutta. Tutti possono iscriversi al programma di advertising loggandosi con il proprio user e password e compilando il modulo, ma solo pochi saranno scelti. Nella pagina di iscrizione si legge infatti che “Selection will be based on level of traffic and engagement, type of content, and language used on a blog.  Some blogs may not be accepted.” In soldoni la scelta sarà fatta in base al traffico, al coinvolgimento, ai contenuti e alla lingua del blog.

In più ci sono anche delle richieste tecniche per iscriversi al programma: il blog deve avere un dominio proprietario e ovviamente un conto PayPal per ricevere i frutti del duro lavoro. Quindi, se non diventerò una blogstar a breve, posso almeno tentare di diventare ricco con WordAd! 🙂